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Itinerario dei Colli di Santa Lucia
 

L'itinerario si snoda all'interno del sistema collinare costituito dai colli di Santa Lucia, dal Col Pizzoc e dal Col delle Razze. Ci si muove lungo strade bianche e sentieri ben segnati e facili da seguire che in alcuni tratti sono stati attrezzati con ponticelli e passerelle. La parte bassa dell'itinerario consente di immergersi nell'atmosfera fiabesca della forra del Rui de Brosa tra muschi, felci, torrentelli e cascate. La parte alta invece permette di conoscere ed apprezzare l'ambiente collinare e di godere di alcuni piacevoli scorci panoramici.

Lungo tutto il percorso, prestando attenzione, sono frequenti interessanti osservazioni sia floristiche che faunistiche. Itinerario facile ma ondulato percorribile a piedi o con una mountain bike (in alcuni passaggi lungo il Rui de Gorc la bicicletta deve essere portata a mano cosi' come lungo la salita che porta al Col delle Razze). In autunno o in inverno presenta dei tratti fangosi. L'itinerario richiede una mezza giornata per poter essere percorso.

 

Il bosco carpino

Il bosco di carpino bianco (Carpinus betulus) insieme al bosco di querce e carpino bianco (''carpineto tipico'' e ''querco-carpineto''), e' l'associazione tipica dei dolci rilievi collinari dell'alto Livenza, che si sviluppano da Aviano fino a Caneva, e che comprendono anche il colle di San Floriano. Nei carpineti, il carpino bianco ha la netta prevalenza, e si trova associato a farnia, castagno, acero di monte e ciliegio. Nel sottobosco tra gli arbusti si affiancano il nocciolo, il biancospino, il viburno e il caprifoglio; tra le specie dello strato erbaceo, vi sono l'anemone nemorosa, il campanellino e la scilla bifolia. I carpineti tipici hanno un notevole valore paesaggistico e naturalistico, soprattutto per la loro limitata superficie. Il carpino bianco e' una specie caducifoglia, ma ha la capacita' di trattenere le foglie morte e mantenere la sua chioma folta anche in inverno. Il suo nome deriva dal celtico, e precisamente da ''car'', legno, e ''pin'', testa, perche' una volta veniva utilizzato per costruire gioghi; il suo legno duro e resistentissimo permetteva anche di produrre ceppi per macellaio, mazzuoli, ruote ed ingranaggi.

 

Località Gor

L'area dei Colli di Santa Lucia e' caratterizzata da una serie di piccoli torrenti che si formano lungo i pendii dei rilievi, in ambienti freschi e umidi, dove generano cascatelle e salti d'acqua. Il piu' importante fra questi e' il Rui de Brosa che nasce in comune di Budoia e dopo un percorso all'interno di una stretta forra, raggiunge il paese di Polcenigo per gettarsi nel torrente Gorgazzo. L'ambiente risulta brumoso, ricco di felci, muschi che conferiscono a questa zona una suggestiva atmosfera. Uno dei luoghi piu' caratteristici e' situato in localita' Gor dove, grazie ad un sistema di scale in legno, e' possibile osservare una serie di piccole cascate che finiscono in pozze d'acqua, un tempo utilizzate dai ragazzi dei paesi per fare il bagno.

 

Le felci

Camminando lungo i sentieri della fascia collinare, osservando le pareti, le rocce e talvolta addirittura i grandi massi che si trovano lungo i percorsi, non si puo' fare a meno di notare la presenza delle felci, che con il loro fogliame colorano e talvolta ricoprono tutti i substrati che offrono condizioni favorevoli (es. limitata insolazione, umidita', substrato adatto) alla colonizzazione. Le felci appartengono alla Pteridofite, che rappresentano il limite inferiore delle piante ad organizzazione cormoide, e cioe' di quelle piante che hanno corpo vegetativo differenziato in radici, fusto e foglie. La riproduzione delle felci avviene tramite le spore, che sono contenute in strutture subrotonde, di colore scuro, dette sori, osservabili nella pagina inferiore della foglia. Le spore, disperse nell'ambiente, su un terreno adatto e con adeguata umidita', daranno vita, attraverso una serie di processi, ad una nuova piantina. Tra le numerose specie presenti come la felce certosina (Dryopteris carthusiana), la felce femmina (Athyrium filix - foemina), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) si puo' trovare anche Cyrtomium fortunei, specie estranea, di origine asiatica e qui introdotta per scopi ornamentali. Questa specie, che in questi luoghi ha trovato un habitat ideale, e' segnalata per l'Italia solo nella zona pedemontana occidentale friulana (Poldini, 1991) e nei dintorni di Cannobio-Lago Maggiore (Pignatti, 1982).

 

Il travertino

Lungo il torrente Rui de Gorc, presso una cascata, e' osservabile una formazione travertinosa. Il travertino e' una roccia sedimentaria di origine chimica che si forma in presenza di acque agitate e ricche di vegetazione. La turbolenza favorisce la liberazione di anidride carbonica e la precipitazione dei carbonati di calcio con la formazione di una roccia porosa per la presenza di cavita' dovute alla putrefazione dei resti vegetali inclusi nella roccia. Esistono cave di questo materiale, utilizzato come rivestimento di esterni in quanto resistente agli agenti atmosferici, in Toscana, Lazio, Umbria e Marche.

 

Il Col delle Razze

I rilievi collinari di Budoia e Polcenigo, emergono nell'alta pianura friulana, subito prima dell'elevarsi improvviso ed imponente della dorsale Cansiglio-Cavallo. Il sistema collinare e' composto dai Colli di Santa Lucia, dal Col Pizzoc e dal Col delle Razze. La copertura vegetale e' costituita da boschi di latifoglie intercalati con aree a prato. Anche in questo caso, come per la dorsale pedemontana, i pascoli sono stati ottenuti in seguito ad un'azione di disboscamento iniziata a partire dal medioevo, quando l'economia era sostenuta prevalentemente da attivita' agro-silvo-pastorali. Il paesaggio subi' un'ulteriore evoluzione durante il dominio veneziano quando si affermarono le colture della vite, dell'olivo, del fico, e del gelso. Un ulteriore cambio di direzione e' in atto a partire dall'inizio del '900, quando con il declino delle attivita' tradizionali di sostentamento e l'avvento dell'industrializzazione, si e' verificato un graduale abbandono del territorio con il conseguente ritorno del bosco. La parte alta dell'itinerario consente di apprezzare questi ambienti e di godere di piacevoli viste panoramiche sulla pianura e sulla dorsale pedemontana.

 

La Chiesetta di Santa Lucia

Nella frazione di Santa Lucia di Budoia, al termine di una salita immersa nel bosco, sorge la chiesetta di Santa Lucia in colle, sede di culto fin dal XIII secolo. Ubicata in una posizione panoramicamente molto favorevole, la piccola chiesa raccoglie una serie importante di lavori artistici, che raccontano i numerosissimi interventi subiti nel tempo. La parte piu' antica (XV secolo) e' costituita dalla navata; in seguito si aggiunse la sacrestia, si modifico' il presbiterio e fu terminato l'altare ad opera dell'Antonelli (1724). Tra le opere di particolare significato vanno citati l'affresco di Gian Francesco da Tolmezzo, Santa Lucia condotta al lupanare, della fine del XV secolo e la pala della cappella di sinistra, attribuita al pordenonese Michelangelo Grigoletti, meta' del XIX secolo.

 



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